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Piante infestanti

Le piante infestanti, da molti definite “piante aliene”, comprendono diverse specie: una categoria particolare di piante infestanti è rappresentata da quelle cosiddette “esotiche”. Si tratta di specie vegetali di origine straniera introdotta in maniera esterna cioè al di fuori del dell’area naturale, la cui peculiarità è una particolare attitudine alla moltiplicazione (crescita molto rapida con riproduzione sessuata o asessuata) e all’adattamento ambientale, anche in presenza di condizioni che, in situazioni naturali risulterebbero ostili per la crescita e lo sviluppo di qualsivoglia specie vegetale (adattamento all’ambiente con particolare resistenza all’inquinamento: tale specie preferiscono gli ambienti alterati dall’attività dell’uomo). Tale situazione può mettere in pericolo la categoria “autoctona” della flora e produrre conseguenze sul cosiddetto eco-sistema naturale, ovvero sulla stessa vita dell’uomo e sull’economia mondiale. Un’altra particolarità delle specie esotiche infestanti è l’assenza di parassiti o predatori nel territorio di accoglienza: tele situazione non fa altro che agevolare lo sviluppo della specie infestante. Non tutte le specie esotiche diventano nel territorio di accoglienza: piante infestanti: molte, infatti rimangono come piante indigene proprio perché non superano le numerose barriere di acclimatizzazione al nuovo ambiente). In sostanza per essere definita infestante ed esotica, una specie vegetale deve necessariamente avere una crescita rapida ma, soprattutto, deve causare danni all’ambiente circostante con evidenti segni e conseguenze negative per la salute dell’uomo, l’ecologia e l’economia mondiale. Il problema sta avendo riflessi anche nel mondo animale, basti pensare alla tartaruga della florida che minaccia l’estinzione della “Testuggine Palustre” dell’Europa oppure il “Gambero Statunitense” che sta di fatto eliminando il gambero dalle zampe bianche. In passato il fenomeno, riferito alla flora, è stato agevolato dall’uomo, inizialmente per scopi ornamentali ovvero agronomici: da qui’ la tendenza ad importare varietà e specie da altri territori. Le piante, hanno cercato di adattarsi al nuovo ambiente, dando vita alle cosiddette “piante esotiche infestanti”. Il “Pino Australiano”, per esempio, originario dell’Austria, ha impiegato 65 prima di diventare specie infestante in Florida. Lo stesso dicasi per la “Miconia” che ha impiegato 35 anni circa per invadere, dal Messico, la Polinesia Francese. I semi di molte piante, volontariamente o involontariamente, grazie al diffondersi dei collegamenti aerei, si sono spostati da una zona all’altra del globo, creando le condizioni per la crescita di nuove specie infestanti per il territorio di accoglienza. Molti paesi europei sono corsi ai ripari cercando di controllare il diffondersi delle piante esotiche infestanti. Lo staff di Spediscifiori.it

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